Wall Street in calo: i conti di OpenAI pesano sui tecnologici, il Treasury a 10 anni resta al 5,23%
Nasdaq −1,25%, S&P 500 −0,47%, Dow Jones +0,10%. Il petrolio sale di oltre il 3% e la Fed parla di altri rialzi. Milano riparte stamattina dal −1,35% di giovedì.
Giovedì Wall Street ha chiuso in ordine sparso, con i titoli tecnologici sotto pressione: lo S&P 500 ha ceduto lo 0,47% a 7.765,36 punti, il Nasdaq l'1,25% a 27.193,34, mentre il Dow Jones ha guadagnato lo 0,10% a 51.231,64. Reuters ha descritto una seduta appesantita da rendimenti e petrolio in rialzo, che riaccendono i timori sull'inflazione. Bloomberg ha legato il crollo dei produttori di chip ai conti di OpenAI: secondo il Financial Times i ricavi annualizzati della società sarebbero circa 20 miliardi di dollari sotto quanto indicato in precedenza, e l'ANSA, riprendendo il quotidiano, parla di 50 miliardi, sotto le attese. DailyDrop non ha trovato una conferma diretta dell'azienda: le cifre restano attribuite al Financial Times.
Il punto è che OpenAI è il cliente da cui dipende gran parte della spesa in chip e data center. Se i suoi ricavi crescono meno del previsto, diventa più difficile giustificare i debiti che i grandi gruppi tecnologici stanno accumulando per costruire capacità di calcolo: Bloomberg ha parlato di una «corsa al debito per l'intelligenza artificiale» che gli operatori stanno riprezzando. Nella stessa seduta la Fed ha fatto sentire la sua voce. Christopher Waller ha detto che servono altri rialzi dei tassi, pur con «flessibilità» sul ritmo (Reuters); Alberto Musalem, presidente della Fed di St. Louis, ha indicato che i tassi dovrebbero salire nei prossimi sei-nove mesi (Bloomberg). Il rendimento del Treasury a dieci anni ha chiuso al 5,231%, 4,6 punti base in meno della vigilia, dopo che l'asta dei titoli a 30 anni ha trovato una domanda solida (Reuters); il tasso fisso del mutuo trentennale americano ha toccato il 7,40%, un livello che, nota Reuters, frena ancora la domanda di case. Il rendimento di aggiudicazione dell'asta, 5,618% contro 5,308% della precedente, dice quanto il mercato chieda per prestare allo Stato a lungo termine (FinancialJuice).
Sul petrolio il Wti ha guadagnato il 3,6% e si è fermato intorno a 91,5 dollari (ANSA: 91,49); il Brent ha chiuso a 104,28 dollari, in rialzo del 4,07%, secondo FinancialJuice. L'oro ha chiuso a circa 4.157 dollari (+0,2%). Tra le altre notizie finanziarie, American Express è stata multata per 350 milioni di dollari per un programma antiriciclaggio insufficiente (Reuters, Financial Times). I rincari sono legati alle tensioni nel Golfo, raccontate qui accanto. In Europa la giornata era già andata male: Piazza Affari ha chiuso a −1,35% a 49.298 punti, Francoforte a −1,2%, con il petrolio che spingeva i listini in basso e i titoli di Stato sotto tensione (ANSA). Lo spread tra Btp e Bund è però sceso a 111 punti base. Christine Lagarde ha spiegato all'Eurogruppo che il rialzo dei rendimenti dipende da fattori globali. Oggi la domanda è se l'Europa riaprirà seguendo Wall Street o se prevarrà il sollievo sui titoli di Stato. Il segnale da guardare resta il Treasury: un decennale stabilmente sopra il 5% rende più cari mutui e debiti per tutti, anche in Italia.