La nuova legge elettorale è legge. 227 sì nel voto segreto, le opposizioni: «Una truffa»
Proporzionale con premio di maggioranza, quasi niente collegi uninominali, liste bloccate. Meloni: «Centrodestra unito, avanti così». Le opposizioni preparano i ricorsi e guardano alla Consulta.
Giovedì la Camera ha approvato in via definitiva la riforma della legge elettorale con 227 voti favorevoli, nel voto finale a scrutinio segreto, riferiscono l'ANSA e Il Post. È l'ultima lettura: il testo era già passato al Senato e lunedì il governo aveva blindato con la fiducia i primi tre articoli. Martedì la prima fiducia aveva raccolto 226 sì: nel segreto dell'urna la maggioranza non ha perso voti, anzi ne ha guadagnato uno. Il percorso era cominciato a luglio con la prima lettura alla Camera, 217 sì e 152 no secondo AGI; il 1° ottobre le pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni erano state respinte con 229 voti. In aula le opposizioni hanno esposto cartelli con la scritta «legge truffa»; la Repubblica racconta un'aula strapiena, in cui parla di «vedette» di Fratelli d'Italia e di «trucchi sulla pulsantiera».
Il sistema, spiega Open, ha una base proporzionale, abolisce quasi tutti i collegi uninominali e assegna un premio di maggioranza a chi supera il 42% dei voti in entrambe le Camere. Restano le liste bloccate; durante l'esame è entrato il voto per i fuorisede. L'ANSA ha pubblicato una scheda dal premio alle preferenze, RaiNews una guida su «come voteremo». Secondo il Sole 24 Ore l'obbligo di indicare il candidato premier costringe il centrosinistra a scegliere il proprio: Schlein e Conte vanno verso le primarie, e Conte ha già proposto un tavolo sul programma subito dopo l'assemblea del Pd. Per la Repubblica è la legge «dei paradossi»: meno donne elette, poche preferenze, stabilità incerta.
Giorgia Meloni rivendica la compattezza della coalizione: è «la risposta coi fatti a chi sperava in un centrodestra diviso», ha detto, e «ora gli italiani potranno scegliere tutto, anche i parlamentari». Le opposizioni annunciano ricorsi, con l'obiettivo di arrivare a una pronuncia della Corte costituzionale prima del voto, riferisce l'ANSA. Resta aperta la data delle elezioni: il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari ha evocato un voto a giugno, ma per Antonio Tajani Forza Italia vuole votare a fine legislatura. Un sondaggio Youtrend citato dall'ANSA stima che con lo «Stabilicum» il centrodestra vincerebbe solo alleandosi con Vannacci.